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Nudi prima della meta

“Genitori dovete andare a prendere i figli alle medie” dice la ministra della pubblica istruzione Fedeli, che con fulgido esempio di pensiero autonomo e critico aggiunge “I genitori devono essere consapevoli che questa è la legge” e contemporaneamente suggerisce, con classico escamotage italiano, l’impiego dei nonni per risolvere il problema (delle scuole). In Svizzera, dove da tempo risiedo, i bambini della scuola dell’infanzia! (4-6 anni) vanno da soli all’asilo. Naturalmente il contesto sociale e soprattutto stradale dei due paesi non è paragonabile, ma qualche domanda su quali siano i maggiori pericoli per i ragazzi/e delle medie nasce, soprattutto se si leggono le cronache di questi giorni e le statistiche relative al sexting e al cyber stalking provenienti dagli USA (conferenza dei servizi per la salute mentale): un bambino su cinque (dei 10 milioni di bambini che negli USA hanno accesso a Internet) viene sollecitato (generalmente da adulti) ad atti e comportamenti sessuali online, cyber stalking
Da altri studi risalenti ancora al 2012 si stima che circa il 30% di ragazzi/e tra i 14-19 anni inviino tramite mail/cellulare/social media foto di sé nudi/e o comunque a contenuto sessuale, sexting  Nel frattempo le cifre, grazie anche a Snapchat, sono probabilmente aumentate.
Certo, basterebbe fare, con classico genio italico, un‘ apposita legge e il problema sarebbe risolto. Sulla carta. Nella realtà cyberbulling, cyber-stalking e sexting affliggono i ragazzi/e italiani come quelli statunitensi anche nella loro pascaliana stanza e si aggiungono a tutte le altre difficoltà della nostra epoca liquida. Conviene allora conoscerli meglio e se ci riesce, con un po‘ di fortuna tra loro e nostre chat, mail, sms, social e le „bagatelle“ della vita quotidiana , parlarne con i nostri figlie/figlie.
Dallo studio già citato risulta che

More than half reported being asked to send a sext of themselves, and 31% reported asking someone else to send a sext. Girls were more than 25% more likely to be asked to send a sext of themselves, and boys were 25% more likely to ask for a sext to be sent than girls.

e ancora

Only 3% of boys reported feeling bothered at having received a sext request, compared to 27% of girls. “This could highlight a slight victimization risk in high school girls,” said Dr Krishna. “They are more bothered but may do it anyway, whereas boys aren’t really bothered at all.” In the study, sexting behavior peaked at age 16 to 17, then declined.

Un altro studio del 2014 condotto tra gli studenti di una grande università americana dimostra che

The majority of respondents (61%) were not aware that sending a sexually explicit text constituted engaging in child pornography, a prosecutable offense. Additionally, 59% of respondents said that knowing the legal consequences “would have” or “probably would have” deterred them from sexting

Proprio dalla conoscenza e dalla consapevolezza forse può venire anche la chiave per affrontare, differenziare e almeno combattere se non sconfiggere alcuni dei problemi. Anche se le distinzioni non sono sempre facili, il cyber stalking è un comportamento delittuoso generalmente di adulti o comunque di ragazzi più cresciuti che approfittano appunto della loro età e del “potere” che ne deriva per molestare, abusare psicologicamente e/o sessualmente di minori. Conseguentemente va punito e coloro che lo esercitano costretti a riconoscere e curare la loro patologia.
Non mi sembra sia invece opportuno patologizzare il fenomeno del sexting, farne un disturbo individuale o collettivo, il frutto malato di una società tecnologicamente degenerata. Forse è piuttosto utile considerarlo come una delle tante espressioni della mutevole sessualità puberale e giovanile

„somewhat of a natural marriage between what was happening previously in sexual expression, combined with technology,”

Trasformazioni analoghe sono avvenute, anche se in forme profondamente diverse con altre tecnologie come la televisione, il telefono, il cinema, la fotografia, addirittura il telegrafo . La facilità, l’immediatezza e la potenziale viralità fanno certo del sexting un fenomeno singolare e potenzialmente pericoloso, ma è solo la consapevolezza delle conseguenze che esso può avere (safe sexting) a poterne arginare, non eliminare, i pericoli. Non solo e non tanto delle conseguenze legali, quanto piuttosto di quelle psicologiche, che gli/le adolescenti proprio per la loro condizione al limite tendono a sottovalutare se non ad ignorare. E qui credo possiamo essere, come adulti, loro vicini. Non è proprio dal confronto, superamento e poi rispetto dei limiti che abbiamo tratto tutti noi le esperienze più importanti sulla nostra identità?

Immagine tratta da www.refinery29.com

Suggerimento musicale: Monteverdi, L’Incoronazione di Poppea, Pur ti miro