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La salute mentale in un mondo disuguale

Oggi è il #WorldMentalHealthDay  . Il tema è “La salute mentale in un mondo diseguale”
Nel contesto di un mondo segnato da diseguaglianze sempre più evidenti in ambito sociale, culturale e sanitario “ i dati – come scrivono Shekhar Saxena e Sarah Kline sull‘ultimo numero di Lancet Psychiatry – possono essere un potente strumento per guidare l’azione e fornire cambiamenti per la salute mentale e il supporto psicosociale“.
Secondo quanto suggerito dalla Lancet Commission on Global Mental Health and Sustainable Development del 2018 si è cercato in questi anni di creare un meccanismo di monitoraggio e che utilizzi un set ampio e integrato di indicatori per monitorare i progressi per la salute mentale. Ora Countdown Global Mental Health 2030 sta lanciando il suo primo rapporto e una dashboard di dati su indicatori selezionati per tutti i paesi.

Questa dashboard gratuita, accessibile al pubblico e interattiva consente agli utenti di cercare dati rilevanti per la salute mentale per paese utilizzando una serie di indicatori. La dashboard è accompagnata da un rapporto sul valore dei dati e su come utilizzarli. Gli indicatori sono raggruppati attorno a tre ambiti: determinanti della salute mentale (ad es. demografici, economici), fattori che influenzano la domanda di assistenza sanitaria mentale (ad es. onere, accessibilità finanziaria) e fattori che modellano la forza dei sistemi di salute mentale (ad es. livello e qualità del servizio sanitario, risorse umane). Questi indicatori vanno oltre gli indicatori di salute tradizionalmente definiti e abbracciano l’intero spettro degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs). “L’obiettivo è incoraggiare un approccio collaborativo verso la raccolta di dati sulla salute mentale e, così facendo, integrare la salute mentale nel quadro degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs), andando oltre il settore sanitario, sia che si consideri l’impatto del cambiamento climatico o l’impatto delle disparità di genere sulla salute mentale a livello di popolazione.

Appartengo a una generazione che ha portato l’ideologia anche nel campo della salute mentale e che ha fatto del settarismo il suo motto. Con quali vantaggi per i pazienti è purtroppo sotto gli occhi di tutti. Oggi finalmente si riconosce che non esiste il cervello degli psicoanalisti, degli psicoterapeuti comportamentali, sistemici etc ma che il cervello è uno solo, anche se può essere osservato da mille punti di vista. Si è pure faticosamente accettato il principio che la collaborazione tra le diverse discipline non può che essere utile per comprendere meglio l’unicità di chi soffre, dunque di tutti noi. Ora è tempo anche di accogliere l’idea che solo scambiando il maggior numero possibile di dati attendibili in modo sicuro, da tutti condiviso e trasparente, possiamo cambiare il mondo della salute mentale per ridurre sofferenze e disuguaglianze